Nel silenzio di una casa
si è fermato il mare.
Non quello rumoroso dei giorni d’estate,
ma quello profondo,
che conosce i nomi di chi lo ha amato davvero.

Francesco,
figlio di reti invisibili e mani antiche,
hai servito il tempo come si serve un piatto buono:
con rispetto,
senza fretta,
lasciando parlare il sapore.

Tra tavoli consumati
e storie passate di bocca in bocca,
“La Murena” non era solo un ristorante,
era una promessa mantenuta,
un luogo dove il mare entrava in città
senza chiedere permesso.

Hai scelto di restare,
di seguire le orme
quando era più facile cambiare strada.
E in quella scelta
c’era già tutto il tuo carattere.

Oggi Pescara ha un vuoto discreto,
di quelli che non fanno rumore
ma restano.
Come resta l’odore del sale sulle mani
anche quando l’acqua non c’è più.

Riposa, Francesco.
Il mare che hai onorato
saprà riconoscerti.

Leave a Reply

Share