Alla stazione di Alba Adriatica
il vento del mare passa tra i binari
come un respiro che non trova pace.
Il primo binario resta immobile,
fermo nel suo silenzio metallico,
mentre la sera scivola lenta
sulle luci fredde della pensilina.

Marco era lì,
un uomo di quarantun anni
con il cuore stanco e invisibile,
come tanti cuori che battono in silenzio
senza chiedere attenzione.

Il tempo si è fermato senza rumore,
senza grida, senza violenza.
Solo un improvviso cedimento,
uno scompenso che ha spezzato
il ritmo segreto del sangue.
Un arresto cardiocircolatorio:
parole cliniche, asciutte,
che non sanno raccontare
la fragilità di un istante.

All’ospedale Ospedale Mazzini
la scienza ha parlato con voce ferma.
Nessuna ombra di aggressione,
nessuna mano nemica.
Solo un corpo caduto
e un naso fratturato dalla terra,
come segno ultimo
di un equilibrio perduto.

Ma la verità cammina lenta.
Serviranno esami,
microscopi, analisi, attese.
Istologia e tossicologia
cercheranno risposte
tra cellule e silenzi chimici,
per capire se la morte
sia stata natura
o un errore invisibile nel sangue.

Intanto la famiglia aspetta,
sospesa tra dolore e burocrazia,
tra il desiderio di un addio
e il rispetto dei tempi della legge.
Anche il magistrato,
Stefano Giovagnoni,
ha chiesto chiarezza:
perché ogni vita merita luce,
anche quando si spegne lontano da casa.

Marco veniva dalla Val Vibrata,
aveva vissuto a Pavia,
era tornato verso l’Adriatico
come fanno gli uccelli
quando cercano un orizzonte familiare.
San Benedetto, Alba,
nomi che ora pesano
come pietre sulla memoria.

La stazione continua il suo rumore.
I treni partono, arrivano,
fischiano il loro destino.
Ma su quel primo binario
resta un’assenza che non si muove.

Non c’è colpa nel vento,
non c’è colpa nel ferro.
Solo la fragile matematica del cuore
che, a volte,
decide di fermarsi.

E allora la notte scende
come una coperta lieve,
copre il cemento,
copre il dolore,
copre quel corpo che non respira più
ma lascia nell’aria
una domanda sospesa.

Perché la vita è un treno improvviso:
parte senza avviso,
si arresta senza spiegazioni,
e noi restiamo sul marciapiede
a contare i secondi
che non tornano.

Leave a Reply

Share