Ciao Antonio,

a Pescara oggi il mare sembra parlare piano,
come se anche lui avesse abbassato la voce
per rispetto.
Le onde non fanno rumore,
accarezzano la riva come si accarezza un ricordo,
con delicatezza,
con quella cura che si ha per ciò che non si vuole perdere.

Avevi solo quarantasette anni,
un’età che non è un punto d’arrivo
ma una promessa,
una curva luminosa nel mezzo del cammino.
Eppure in quel tempo hai fatto ciò che molti
non riescono a fare in una vita intera:
hai lasciato un segno.

Non solo nei progetti,
non solo nelle campagne, nei colori scelti,
nelle parole trovate al momento giusto,
ma nei silenzi condivisi davanti a una scrivania,
nelle risate improvvise tra una scadenza e l’altra,
negli incoraggiamenti sussurrati quando qualcuno
stava per mollare.

La creatività, dicevano di te,
non era un mestiere.
Era il tuo modo di guardare il mondo.
Tu non vedevi solo ciò che c’era,
vedevi ciò che poteva essere.
Trasformavi un’idea fragile in una visione solida,
un dubbio in possibilità,
una paura in coraggio.

E lo facevi con il sorriso.
Quel sorriso che non aveva orari,
che non conosceva confini,
che faceva sentire ogni persona
importante, ascoltata, necessaria.

Oggi chi ti ha conosciuto
non piange soltanto un direttore creativo,
piange un amico,
un maestro silenzioso,
un uomo capace di tenere insieme
le persone come si tengono insieme i fili di un aquilone:
senza stringere troppo,
ma senza lasciare andare.

Helirose porterà nel cuore la tua forza gentile,
Michele crescerà con l’orgoglio di avere avuto
un padre che ha insegnato che il talento
vale poco senza umanità.
I tuoi genitori, i tuoi fratelli,
tutti coloro che ti hanno amato
continueranno a trovarti nei dettagli:
in una frase detta con passione,
in un progetto nato da un’intuizione,
in un gesto gratuito e generoso.

La malattia è stata crudele,
implacabile,
ma non ha vinto davvero.
Perché ciò che sei stato
non si spegne con un ultimo respiro.

Resta nelle stanze in cui hai sognato,
nelle pareti che hanno ascoltato le tue idee,
nei computer accesi fino a tardi,
nelle mani di chi, grazie a te,
ha imparato a credere un po’ di più in sé stesso.

Resta in ogni progetto che porterà
un frammento della tua visione.
Resta nei cuori che hai toccato
senza clamore,
con quella discrezione luminosa
che solo i grandi possiedono.

Ciao Antonio,
uomo di idee e di cuore.

Che la tua creatività
continui a fiorire nei sogni di chi ti ha amato,
che il tuo esempio sia luce
nelle giornate difficili,
che il tuo ricordo sia forza
quando la strada sembra incerta.

Perché la vera impronta
non è quella che si vede,
ma quella che si sente.

E tu, Antonio,
si senti ancora.

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