Nel suo abbraccio abbiamo trovato casa,
nella sua vita abbiamo imparato l’amore.

Margherita non era solo un nome,
era un rifugio.
Era la luce accesa al ritorno,
la voce calma nei giorni difficili,
la mano tesa quando il mondo sembrava troppo grande.

Aveva il dono semplice e raro
di trasformare ogni gesto in cura,
ogni parola in conforto,
ogni silenzio in presenza.

Nel suo sguardo c’era la forza delle radici,
nella sua voce la dolcezza di chi sa ascoltare,
nel suo sorriso la promessa
che nulla è perduto finché ci si ama davvero.

Moglie amata,
compagna di vita e di sogni,
ha camminato accanto a Giuseppe
con la discrezione delle donne forti,
quelle che non chiedono applausi
ma costruiscono ogni giorno
la bellezza di una famiglia.

Madre tenera e coraggiosa,
ha insegnato a Federica e Manuel
che l’amore non si dice soltanto,
si dimostra.
Con la pazienza,
con il sacrificio silenzioso,
con quella presenza costante
che diventa fondamento.

Figlia riconoscente,
ha custodito nel cuore
gli insegnamenti della mamma Tina
e lo sguardo fiero del papà Luigi,
portando avanti quei valori
che oggi restano vivi
in chi l’ha conosciuta.

Margherita era casa.
Era tavola apparecchiata con cura,
abbraccio improvviso,
carezza data senza motivo.

Era la donna che sapeva
ricucire le ferite con una parola,
che sapeva sorridere anche nella fatica,
che metteva gli altri al primo posto
senza mai farlo pesare.

Ora il suo silenzio pesa,
ma non è vuoto.
È pieno di ricordi,
di risate condivise,
di domeniche in famiglia,
di mani intrecciate durante le tempeste.

Chi l’ha amata
continuerà a sentirla nei piccoli gesti:
in una ricetta preparata con amore,
in una preghiera sussurrata piano,
in un tramonto che sembra parlare di lei.

Perché chi ha saputo amare così
non scompare.
Si trasforma in memoria viva,
in forza silenziosa,
in presenza che accompagna.

Margherita vive negli occhi dei suoi figli,
nel cuore del marito,
nelle mani che ha stretto,
nelle parole che ha insegnato.

E mentre il dolore stringe,
resta la gratitudine immensa
per averla avuta,
per averla chiamata moglie, madre, figlia, sorella.

Il suo abbraccio non si spegne.
Resta come una casa aperta nel cuore,
dove ogni ricordo è luce
e ogni lacrima è amore che continua.

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