A Palmucci Massimiliano
Ci sono uomini che non fanno rumore,
ma lasciano un’eco che non si spegne.
Massimiliano era così.
Cinquantuno anni non sono un tramonto,
sono un cielo ancora pieno di luce.
Eppure oggi quel cielo sembra più vasto,
perché il suo passo non cammina più accanto a noi.
Compagno, figlio, fratello, amico.
Parole semplici,
ma dentro ognuna c’era la sua presenza intera.
Lo sguardo sincero,
la forza silenziosa,
la mano tesa senza chiedere nulla in cambio.
Simona porta nel cuore il suo amore,
Mario e Bice il battito di un figlio
che nessun tempo potrà cancellare.
Alessandro e Monia custodiscono
i ricordi dell’infanzia,
le risate, le complicità,
le stagioni vissute insieme.
I nipoti conserveranno il suo esempio,
come si conserva una bussola preziosa.
E poi c’è la grande comunità del Blockhaus,
che oggi si stringe,
perché certe presenze diventano casa,
diventano abitudine buona,
diventano parte del paesaggio umano.
Non fiori, ma opere di bene.
Perché il bene era il suo linguaggio.
Perché il bene è l’unico modo
per far continuare un uomo
oltre il tempo.
Il suo nome non è solo scritto
su un annuncio,
ma inciso nei cuori di chi lo ha conosciuto.
E lì rimarrà.
Massimiliano non è assenza.
È memoria viva.
È esempio.
È affetto che continua a camminare
nei gesti di chi resta.
E mentre il silenzio oggi pesa,
c’è una certezza che consola:
l’amore non si spegne.
Si trasforma.
E resta.
Riposa in pace, Massimiliano.
La tua luce continua.
